“Dopo la firma del 7 febbraio scorso, oggi è stato ratificato l’Accordo collettivo nazionale per la specialistica ambulatoriale che disciplina i rapporti con gli Specialisti ambulatoriali, i Veterinari e le altre Professionalità Sanitarie (Biologi, Psicologi e Chimici). Questo significa che per gli oltre 20 mila professionisti, a partire da domani, la convenzione relativa al triennio 2019-2021 sarà operativa”.
Così Antonio Magi, segretario generale del SUMAI Assoprof.

Nei due mesi intercorsi tra la firma e la ratifica, l’Acn è stato vagliato anche dalla Corte dei Conti che ne ha certificato la copertura economica dunque, a breve, in busta paga gli specialisti medici, odontoiatri insieme a veterinari biologi, psicologi e chimici avranno gli arretrati e gli adeguamenti economici sottoscritti.

“Oggi abbiamo incontrato, e per questo lo voglio ringraziare – ha aggiunto –  il Presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità, Marco Alparone, che ha contribuito attivamente a seguire l’iter del rinnovo contrattuale facendo passare, tra la firma e la ratifica, solo il tempo necessario agli adempimenti burocratici. Voglio inoltre ringraziare la Conferenza Stato-Regioni e tutta la struttura della Sisac con cui nei mesi precedenti abbiamo lavorato in sinergia per arrivare alla stipula della Convenzione”.



“Questo accordo – ribadisce il segretario del Sumai –, atteso da tempo, apporta miglioramenti normativi ed economici sostanziali per i medici specialisti ambulatoriali L’obiettivo è migliorare la qualità delle cure offerte ai cittadini e rendere il lavoro dei professionisti del settore più equo e gratificante. Ribadiamo inoltre che questi accordi segnano un passo avanti verso la conferma del ruolo fondamentale che medici specialisti ambulatoriali e medici di medicina generale svolgono all’interno del Ssn.

 In un momento così delicato per il nostro sistema – conclude Magi – l’accordo che entra in vigore riconoscendo il ruolo centrale degli specialisti del territorio, come richiesto da più parti anche in queste ore, può rappresentare il pilastro necessario (insieme allo specialista ospedaliero e al medico di famiglia) su cui costruire un servizio sanitario all’altezza delle aspettative dei cittadini”.

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