“È quasi un anno – riferisce Antonio Magi segretario del SUMAI Assoprof – che il Sistema sanitario sta fronteggiando l’epidemia da Covid-19. Ha retto la prima ondata e sta fronteggiando la seconda, nella speranza che non si arrivi ad una terza che a questo punto potrebbe essere letale per il Sistema Paese sia in termini sanitari che economici. 

“Dall’11 marzo i medici morti colpiti dal virus sono stati 237. Da quasi un anno la politica si straccia le vesti e riconosce gli errori commessi tagliando indiscriminatamente sul Ssn. Per cui oggi non abbiamo posti né posti letto sufficienti negli ospedali, né un numero di medici ospedalieri adeguato per far fronte a questa epidemia. 

Per quanto riguarda il territorio, ovvero quell’area indefinita composta da Medici di medicina generale, Pediatri di libera scelta e Specialisti Ambulatoriale, ci si è accorti della sua importanza solo quando gli Ospedali, specie al Nord, non sono stati in grado di reggere la botta e quindi si è compresa la necessità di una struttura diversa dal nosocomio in grado di far da filtro. 

“In questi mesi non c’è stato politico, tecnico, esperto di varia natura che non abbia ribadito l’importanza del nostro Sistema sanitario e del personale sanitario tutto. 

“Eppure da parte della Politica continuano i distinguo, si insiste con le prese di posizione ideologiche, si portano avanti idee preconcette e non si capisce che è ora di agire, d’immettere sul Sistema sanitario fondi adeguati perché altrimenti tutto crolla.

“Siamo stanchi di sentire promesse a cui non seguono fatti. È possibile che il Governo dopo quello che il Paese ha vissuto non consideri la Sanità, quindi la tutela della salute dei suoi cittadini e dei suoi operatori sanitari una priorità da finanziare adeguatamente?

È possibile che tutto questo meriti soltanto il 4,6%, dei 196 miliardi che il Governo ha finora previsto nei progetti per il Recovery Fund?

È possibile che questo sforzo valga soltanto 9 miliardi?

“No, evidentemente non è possibile. E anche lo stesso ministro Speranza si è affrettato a dire che si farà sentire all’interno del Consiglio dei ministri per ottenere di più. 

Ce lo auguriamo. Se lo augura tutto il comparto Sanità che da anni subisce soltanto tagli. La retorica del Ne usciremo migliori è finita. Dopo un anno sfiancante rischiamo di non aver appreso nulla e di ripetere gli stessi stupidi errori commessi fin qui”.