15 OTT – Il 20 febbraio di ogni anno sarà dedicato a tutti i professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato. La Commissione Affari Sociali della Camera, in sede legislativa, ha approvato definitivamente il provvedimento. Nel maggio scorso il Senato aveva dato il primo via libera all’iniziativa.

La giornata nazionale è stata istituita quale “momento per onorare il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio del personale medico, sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato nel corso della pandemia da Coronavirus nell’anno 2020”.

 “Ringraziamo il Parlamento per aver voluto istituire questa Giornata. Questo progetto di Legge è un segno tangibile di riconoscimento, attraverso la memoria collettiva, del sacrificio di tutti i colleghi che si sono esposti, anche in assenza dei dovuti dispositivi di protezione, per combattere il virus – è il commento di Filippo Anelli, presidente della Fnomceo -. Il loro impegno è una testimonianza forte e concreta di come l’esercizio della Professione medica sia inscindibile dalla passione e dai valori contenuti nel Codice Deontologico e nel Giuramento. L’anima della Professione è in proprio questo connubio inestricabile tra conoscenze scientifiche, competenze professionali e principi etici, che indirizza al bene il potere che deriva dal sapere, saper essere e saper fare”.


“Sono 179, ad oggi, – ricorda Anelli – i medici che hanno perso la vita a causa del Coronavirus. Ce lo ricordano, ogni giorno, le bandiere a mezz’asta nella nostra sede a Roma. Ne teniamo memoria con l’elenco dei nomi sul nostro Portale, sopra le steli che in ogni parte d’Italia vengono scoperte. Li portiamo, uno per uno, nei nostri cuori, a cominciare dal primo medico a cadere, il nostro collaboratore e amico Roberto Stella”.

“L’iniziativa di dedicare una giornata ai professionisti sanitari vittime del Covid, a quelli che sono si sono contagiati sul lavoro, a tutti i professionisti e gli altri attori della salute che hanno contributo a gestire l’emergenza merita il nostro sostegno – conclude Anelli -. Credo che sia importante che i nostri concittadini, almeno una volta l’anno, si fermino a riflettere sull’importanza della professione medica e delle professioni sanitarie. Le nostre professioni sono quelle che garantiscono i diritti: in primo luogo il diritto alla salute. Le nostre competenze, peculiari e sinergiche, i nostri principi, liberamente e autonomamente condivisi, i nostri valori, comuni e identitari, che risuonano con quelli della Carta costituzionale e del nostro Servizio Sanitario nazionale, possono e devono essere per i cittadini lo strumento efficace ed essenziale per realizzare i diritti assegnati dalla Costituzione. È significativo che il Parlamento, così come il Governo, riconosca il ruolo portante del capitale umano per il Servizio Sanitario Nazionale”.

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