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Meeting 2019. Magi “le risposte alla cronicità solo in equipe”

24 AGO – Questo il senso dell’intervento che il segretario del Sumai ha espresso a Rimini nel corso del meeting per l’amicizia dei popoli, giunto quest’anno alla XL edizione.

“Potenziamento del territorio” è la reiterata richiesta del segretario generale del SUMAI Assoprof, Antonio Magi, perché dice “aumentano le malattie croniche e le necessità dei cittadini di avere servizi di prossimità. Perché il cronico è u malato che fa una vita il più possibile normale e che non cerca il ricovero, ha però necessità di avere un punto di riferimento vicino che possa seguire il suo percorso di cronicità”.

L’assistenza ai pazienti con cronicità. sistemi a confronto questo il titolo della sessione che si è svolta all’interno del Meeting Salute, per affrontare il tema sotto i vari aspetti. Il paziente cronico – è stato ribadito – è un paziente fragile che necessita di attenzione, di cure. La cronicità è dunque un campo estremamente difficile e delicato e il Meeting di Rimini si è dimostrata piazza attenta con gli operatori del settore che si sono confrontati.

E così martedì 20 Agosto all’interno dell’Arena Meeting Salute Antonio Magi, Segretario generale SUMAI Assoprof insieme a Tonino Aceti, Portavoce FNOPI; Giulio Gallera, Assessore Welfare Regione Lombardia; Domenico Mantoan, Direttore Sanità Regione Veneto; Sara Mintrone, Strategic Marketing Executive Dedalus Spa; Marco Trabucchi, Presidente AIP (Associazione Italiana di Psicogeriatria) e Monica Calamai, Direttore UO Igiene Ospedaliera e Direttore Ospedale Misericordia Grosseto USL sud est Toscana si sono confrontati su come affrontare la cronicità, cosa fare, le proprie responsabilità, la capacità di ognuno di mettersi in gioco.

 

 “In Italia – ha ribadito Magi – un terzo dei cittadini, 24 milioni, è cronico e il dato è in crescita. Aumenta come sappiamo la speranza di vita e si arriverà a 10 vecchi per bambino se non si inverte il trend di riproducibilità. Questo bambino dunque va aiutato ed è necessario cambiare il paradigma del sistema. La figura singola non fa più nulla. Il singolo medico, il singolo specialista, il singolo infermiere sono inutili. Le risposte si possono dare solo in equipe e il cronico, ognuno nella propria complessità, deve avere un punto di riferimento, una risposta, nella presa in carico”.

Il territorio dunque, con gli specialisti ambulatoriali  e l’equipe.

“Dal 2009 – ha proseguito Magi – si parla di Aggregazioni Funzionali Territoriali, AFT, previste negli Acn della specialistica. Nel 2012 poi il decreto Balduzzi ha cercato di spingere ulteriormente le aggregazioni mono e multiprofessionali con le UCCP, dando libertà alle regioni di organizzarsi liberamente unico vincolo creare la presa in carico. Eppure siamo ancora qui a parlarne e a cercare di capire”.

Servizio sanitario universalistico.

“Abbiamo detto che in Italia ci sono 24 milioni di cronici. Ben, voi vedete le assicurazioni che assicurano 24 milioni di cronici? Le assicurazioni hanno una mission: il lucro. Gestire i cronici rappresenta una perdita secca perché hanno bisogno costante di cure, diagnosi, di essere seguiti, quindi spesa la sanitaria per l’assistenza è importante. Da qui l’importanza di un Ssn universalistico”.

Modelli a confronto

“Il nostro sistema – ha concluso Magi – si caratterizza per due specificità. Abbiamo, unici in Europa, il modello Beveridge, che dobbiamo tenerci stretto, in contrapposizione a quello Bismark, di tipo mutualistico. E secondo elemento che ci caratterizza siamo l’unico Paese che ha lo specialista ambulatoriale interno, una figura che all’estero è invidiata. Professionisti competenti che da 50 anni lavorano e seguono il territorio. Colleghi pieni di esperienza e capacità che però non vengono valorizzati come dovrebbero mancando le politiche vere del territorio. I pazienti escono dall’ospedale e non trovano risposte. Spesso poi sentiamo dire il cittadino al centro ma il cittadino vuole essere parte dell’equipe e non essere considerato speciale, osservato. Al contrario vuole e deve essere formato e messo a parte della sua condizione per capire, decidere e scegliere con la famiglia e le altre figure le soluzioni migliori”.