29 MAG – Ne dà notizia Paolo Russo su “la Stampa” in edicola oggi. “In cinque anni – si legge – ci sono state 5 mila richieste di trasferimento all’estero, il 30% punta verso Qatar, Emirati e Kuwait. Gli stipendi vanno dai 14mila ai 20mila euro al mese, più interprete, casa, scuola per i figli e autista a disposizione”.

Sempre più medici italiani emigrano verso oriente. A scriverne è Paolo Russo sul quotidiano torinese La Stampa in edicola oggi. I camici bianchi sono attirati da “stipendi da sogno e benefit impensabili in Italia”. Ma non è solo una questione economica sono anche le condizioni di lavoro a fare la differenza infatti in Italia “gli ospedali continuano ad assumere con il contagocce e chi ha la fortuna di lavorarci lo fa con turni massacranti, stipendi bloccati da un decennio e prospettive di carriera ridotte al lumicino”. I Paesi arabi, con Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi, Dubai e Kuwait in testa, diventano mete attraenti.

E così Russo scrive che per esempio nella “Asl di Padova i dirigenti stanno facendo i salti mortali per convincere a restare i loro medici contattati da società di cacciatori di teste che, su incarico degli Emirati Arabi, offrono stipendi che vanno dai 14 ai 20mila euro al mese, più interprete, casa, scuola e autista a disposizione”.

“Tempo fa – si legge ancora – all’Hotel I Portici di Bologna in più di 400 si sono messi in fila per partecipare alle selezioni indette da una società leader per il reclutamento di professionisti sanitari che cercava oltre cento tra medici, infermieri e ostetriche, richiesti dai nuovi super-ospedali di Dubai, Abu Dhabi e Dhoa. Ma il reclutamento avviene anche on line. Il sito ‘Medical Careers Global’ riporta 180 posizioni aperte per medici disposti a proseguire la carriera a Dubai, dove svetta imponente il modernissimo Health Care City, il più grande polo ospedaliero mai realizzato nella regione e uno dei più grandi del mondo”. 

Negli emirati prosegue Russo “c’è anche una domanda di salute che sta esplodendo. Secondo gli esperti della Oxford Economics entro il prossimo anno solo l’Arabia Saudita avrà bisogno di 10 mila nuovi medici e di altri 20mila entro il 2030. Perché da qui a metà secolo nasceranno 21 milioni di bambini che richiederanno assunzioni in massa di ostetriche, ginecologi e pediatri. Mentre l’allungamento dell’aspettativa di vita richiede sempre più geriatri e oncologi. Insomma porte aperte per i nostri medici d’Arabia. Attratti non solo da stipendi d’oro ma anche da un regime fiscale quanto mai benevolo. A Dubai non solo gli stipendi sono esentasse, ma anche le attività libero professionali e le plusvalenze di qualsiasi provenienza”.

Share