“Dopo quattro mesi di numero d’ascolto dedicato alle liste d’attesa abbiamo avuto la conferma che si: ci sono tempi biblici, disservizi legati al Cup, scarse informazioni da parte degli operatori verso i cittadini e anche prescrizioni prive dei codici di priorità. Ora il ministro della Salute, Giulia Grillo, cosa propone?”. Così il segretario del SUMAI Assoprof, Antonio Magi, commenta il report del Ministero della Salute.

“È evidente che destinare altri soldi al Cup, come previsto dalla finanziaria, non può essere sufficiente per risolvere il problema del governo delle liste d’attesa. Sarebbe meglio che quella somma: 150 milioni di euro per il 2019 e 100 milioni di euro per il 2020 e altrettanti per il 2021, venisse destinata oltre che all’implementazione e ammodernamento dei Cup anche al completamento dell’orario degli specialisti ambulatoriali, veterinari e professionisti.

“In sostanza la nostra proposta è che gli specialisti ambulatoriali, veterinari e professionisti già titolari a tempo indeterminato presso l’ASL di riferimento, per la branca o area professionale interessata dai più lunghi tempi di attesa nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, passino, se lo desiderano, dalle 20 ore di media attuali, fino alle 38 previste dall’articolo 26, comma 1, dell’ACN per la disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) ambulatoriali ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni, sottoscritto il 30 luglio 2015.

“Soltanto in questo modo, aumentando le ore di specialisti sul territorio, si interviene in maniera decisa sul governo delle liste d’attesa. La nostra proposta è a costo zero, i soldi sono già stati stanziati. Il Governo dimostri di essere effettivamente un esecutivo di cambiamento, dia un segnale di reale attenzione verso il Servizio sanitario nazionale, i problemi dei cittadini aumentando l’offerta di specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) per la risoluzione delle liste d’attesa”, conclude Magi.

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